L'etica e l'autorità in azienda: ribelli" vs "nichilisti": - Rebelchange
Mar 15

L’etica e l’autorità in azienda: i “ribelli” vs “nichilisti” (1 febbraio 2020)

Appunti di Silvia Campo.

Nel rapporto di lavoro siamo nichilisti o ribelli?

La domanda posta all’inizio del confronto mi pare fosse stata circa: vi sentite più nichilisti o ribelli?  

Cosa mi ha colpito ovvero le mie elucubrazioni mentali.

Gli intervenuti hanno dimostrato un grande bisogno di umanità nei rapporti di lavoro, soprattutto chi è alle prime esperienze di lavoro. Un bisogno che si concretizza nella necessità di essere conosciuti e riconosciuti dall’altro, dove l’altro è il superiore gerarchico, colui il quale «chiede di fare qualcosa». Le persone hanno  dichiarato di non riconoscere il superiore gerarchico a meno che questi non disponga di competenze tecniche, ma anche di empatia e non consideri il subalterno come persona/ amico/figlio.

I giovani, in particolare, si aspettano di trovare nell’ambiente di lavoro relazioni quasi familiari.

Mi è parso che non si sia parlato quasi per nulla né dei ribelli né dei nichilisti.

L’utilità dell’autorità in azienda

Il concetto di autorità è stato trattato esclusivamente con connotati negativi e soltanto per negarne il valore. 

Quasi nessuno ha valutato l’ipotesi che l’autorità possa avere una qualche utilità.

Spontaneamente è stato associato il concetto di autorevolezza a quello di autorità e si è ribadito a più voci che l’autorità (come pure l’autorevolezza) debba essere riconosciuta dal basso e non imposta dall’alto. 

È scaturita la convinzione che l’autorità gerarchica sia solo formale e come tale, anche se rispettata, non generi stima verso la persona che incarna quell’autorità.

Altre riflessioni sull’autorità nelle organizzazioni

In sostanza, mi sono chiesta dapprima perché gli interventi non abbiano toccato I temi oggetto dell’articolo, (ma forse questa è una mia impressione) poi mi sono chiesta perché tutti abbiano collocato l’autorità esclusivamente nel mondo del lavoro e nessuno abbia riconosciuto la presenza di autorità nella società, Nella famiglia o altrove.

Mi sono detta, Infine, che, forse, sarebbe stato utile definire prima della discussione i concetti presenti nell’articolo per arrivare ad avere tutti una base di conoscenza comune su cosa l’autore abbia inteso, scrivendo di ribelli e nichilisti, di autorità. Questo perché la lettura veloce di un articolo complesso che esprime un pensiero, frutto di un’elaborazione avvenuta nel tempo, potrebbe non consentire il passaggio al pubblico degli elementi sufficienti a comprenderlo ed a intavolare un confronto centrato.

Tuttavia, ci sta che in quest’occasione si voglia semplicemente stimolare le persone a parlare lasciando che vengano fuori ‘i mostri’ che in quel momento attraversano la mente e lo spirito. 

Conclusioni

L’ipotesi sarebbe quella di far seguire un ulteriore incontro in cui la realtà, così come è stata dipinta in questa mezz’ora, venga restituita e mostrata sotto punti di vista diversi, per offrire spunti di riflessione.

Ciò allo scopo di smontare i timori e le negatività espresse dai presenti, ovvero affinché i partecipanti non rimangano nella convinzione che quanto asserito in questa occasione sia necessariamente vero in quanto corroborato da testimonianze analoghe e concordi- ma possa essere messo in discussione…

La crescita nasce dal contraddittorio, non già dal conforto della comprensione e della condivisione di opinioni concordi.
— 
Silvia Campo


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