Marketing Manager e crescita pericolosa del brand - Rebelchange
Lug 07

Marketing Manager e crescita pericolosa del brand

Quello del Marketing Manager è un ruolo complesso, a volte messo in discussione dalle dinamiche aziendali o sottovalutato da se stesso laddove manchi della giusta autostima.

È un ruolo che può essere limitato anche dalla figura debordante o accentratrice di un CEO.

Chi sta a capo del marketing può vivere, giorno per giorno, una crisi identitaria, a meno che non si occupi di un prodotto che si “vende da solo”, ma in tal caso potrebbe venir ridimensionato dal prodotto stesso.

Il suo campo da gioco è il brand, realtà ferma in superficie, in continuo movimento appena più in basso, come certe sabbie mobili in azione sotto la tranquillità dell’acqua stagnante.

Esiste un rapporto diretto tra crescita, innovazione e cambiamenti.

La “voce” data ai potenziali consumatori, una cultura d’impresa in continua evoluzione, l’ampliamento delle best practice aziendali sono fattori ovviamente positivi.

Queste dinamiche fanno sì che il prodotto di oggi sia già differente rispetto a ciò che era ieri e ancora diverso da quello che sarà appena domani.

In questo caso il rischio reale o percepito per un Direttore Marketing è quello di essere sostituito…

Da cosa? Dalle scelte delle persone oppure dai competitor che innovano e sviluppano con più efficacia rispetto alla normale routine.

Nel teatro di Harold Pinter (già Premio Nobel per la letteratura), la minaccia è spesso sottintesa, fa paura proprio perché silenziosa e sempre presente sullo sfondo.

Nel nostro caso la minaccia si traduce nella paura di ampliare il brand. Il rischio connesso è di perderne valori e caratteristiche; di ridiscutere il proprio ruolo dovendo acquisire cultura e skill avanzate, che verranno comunque coperte da TOOL di intelligenza artificiale.

Una figura non sostituibile?

In realtà il marketing manager o marketer è unico e insostituibile.

Può essere paragonato a un regista cinematografico, abituato a ricavare la propria zona
d’influenza tra i gusti mutevoli del pubblico, le innovazioni tecnologiche e gli imperativi economici di produttori e finanziatori.

Egli può trovarsi di fronte alla “ribellione” degli attori che iniziano a esprimere opinioni proprie su come gestire un “set”. Allora dovrà essere capace di incanalare quelle energie disordinate per realizzare un “film” di grande impatto.

Nella produzione sono coinvolte tante figure, ognuna connessa con l’altra, dalla regia all’edizione al montaggio; dalla fotografia alle musiche, passando per sceneggiatori e runner, attrezzisti e macchinisti.

“Non è necessario che un regista sappia scrivere ma, se sa leggere, aiuta”  ha detto il grandissimo Billy Wilder. Questa citazione vuole sottolineare l’importanza della preparazione culturale.

Schede, sagome o persone?

audience

Un direttore marketing svolge un ruolo complesso da cui passano tutti gli snodi. Non è inamovibile per natura, ma può diventarlo.

Tra i suoi compiti vitali c’è l’approfondimento del proprio tipo di pubblico che, per quanto profilato in modo professionale, sarà sempre un po’ lontano, come sagome di cartone delle quali si conoscono le misure e i colori con cui sono dipinte.

Cosa succederebbe, però, se quelle “sagome”, iniziassero a parlare a ruota libera? Se invadessero il suo campo?

La profilazione che si ferma a una “scheda” (Nome, cognome, età, sesso, abitudini…) verrebbe ampliata a 360° se le persone in oggetto uscissero dai loro “foglio di Excel” e iniziassero a muoversi, a parlare e a interagire.

Il piano di sviluppo diventerebbe condiviso con tanti estranei (minacciosi) dei quali è difficile capire le finalità, pronti forse a fagocitare e a rendere obsoleto o a tradire la fedeltà al brand.

Vengono in mente le sale d’attesa: sono lontanissime dalla nostra idea di comodità eppure
dovrebbero essere il luogo ideale in cui sedersi. Viene il sospetto che siano state progettate da chi è abituato a saltare le code.

Ascoltando il potenziale consumatore, il database si trasformerebbe in un archivio multimediale e interattivo composto da audio, video, podcast ed esperienza live. Potremmo ottenere un film, una serie TV, un documentario con attori presi dalla strada.

Ci sarà il rischio di acquisire verità che ci spiazzino: cioè che basta poco per cambiare idea e che questo è legittimo, per quanto possa obbligarci all’aggiornamento e all’ascolto continuo.

Cultura e preparazione sono fondamentali, dando il via così alla cultura della preparazione.

L’approccio innovativo guarda avanti, ma si munisce comunque di potenti specchietti retrovisori, sempre puntati su ciò che già sappiamo.

Non è facile trovare l’equilibrio su ciò che è in movimento continuo e cavalcare un tendenza invece di esserne assorbiti, magari coinvolgendo il pubblico per ritrovarsi una brand image pensata da altri.

In Start Hub Rebel Change! Il prodotto è sviluppato grazie alle persone.

Il percorso formativo è a due vie:

Il potenziale consumatore è attivo e viene a contatto con competenze di digital marketing, mentre il marketer chiarisce e amplia la propria visione del brand e del pubblico connesso.

Come un seme che genera due piante differenti, ugualmente rigogliose e destinate, nella crescita, a intrecciarsi.

Il progetto che di base è culturale si dipana anche in un’offerta formativa messa a disposizione degli iscritti, tramite la Start Hub Suite.

Sono disponibili oltre 10 ore di video in HD. Riprese che nascono dai convegni, incontri e eventi che trattano dei principali argomenti sulle tematiche digital, marketing.

Si possono ascoltare podcast in alta qualità sulle tematiche delle presentazioni degli incontri e dei convegni e più di 30 presentazioni su Digital e Marketing… contenuti in continuo aggiornamento.

Ognuno può imparare, nel principio di una cultura che cresce nel tempo su un terreno condiviso e dissodato da persone con ruoli diversi, ma con finalità comuni.

Così cultura, approccio innovativo, nuovi progetti, rappresentano la “rivincita” e la ”rimonta” per un direttore del marketing, non verso un nemico immaginario, ma rispetto a dov’era appena ieri.

E questo vale la pena di essere fatto.

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