Marketing innovativo: cos'è il digital marketing innovativo? - Rebelchange
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Marketing innovativo: cos’è il digital marketing innovativo?

Il nuovo marketing digitale

Il marketing in questo momento sta vivendo il passaggio in una nuova era.

Siamo in un momento di profondo caos, nel senso che – in generale – “sembra” sia nata la nuova era del marketing digitale e in questo momento l’unica massima aspirazione del marketing “sembra” essere diventata quella di diventare totalmente misurabili.

Questo è il punto fondamentale.

Il rapporto fra marketing e persone

Spesso sembra proprio che vi sia un momento di totale caos tra i manager, tra le agenzie di comunicazione e marketing proprio per questo aspetto.

Inoltre stiamo perdendo il punto di vista più importante:

Una frase per me importantissima che dovremmo ricordarci spesso è che le persone non sono numeri.

Ripeto le persone non sono numeri. Non si può pensare che le persone vivano la propria vita in modo sempre uguale, ripetitiva e in serie, e questo è un altro dei problemi che il marketing attuale sta vivendo, in quanto si propina che ad un’azione compiuta corrisponda una reazione prevedibile ed unica per tutti i consumatori.

Questo punto di vista va completamente cambiato e in fretta.

  1. È come se fossimo veramente agli albori di un improbabile nuovo marketing.
  2. È come se avessimo anche perso i punti di riferimento del marketing del passato dove queste considerazioni erano molto più chiare e molto più cristalline, erano quasi scontate. Adesso siamo – come vi ho detto – in un momento di confusione totale e di richiesta, di bisogno di tenere tutto sotto totale controllo e far si che tutto sia misurabile, senza pensare che molti degli elementi del marketing non sono direttamente misurabili.

In più non tutta la somma degli effetti causati dal marketing è sempre prevedibile e non sempre è possibile fare somme cumulative. Questo è un altro aspetto con il quale stiamo perdendo il contatto.

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Come riprendere il controllo del proprio marketing? Serve ripartire dalle origini

Un’altra cosa che trovo drammatica è che si stia perdendo il contatto anche con i padri e le madri del marketing. È come se in qualche modo si volesse reinventare tutto da zero, pensando di poter cambiare le sotto-strutture che rimangono attuali da centinaia di anni ad oggi.

Il comportamento del consumatore è di certo cambiato …e cambierà in continuazione… ma molto del marketing conosciuto è assolutamente immutato e valido anche oggi.

Questo è un altro trend insano che stiamo vivendo.

È quindi assolutamente auspicabile trovare delle soluzioni alle proprie necessità di business tramite il marketing senza omologarsi, ma la nostra più grande condanna è quella di lasciare nelle mani dei tuttologi che non hanno mai condotto un’impresa e/o, o non hanno ottenuto reali e dimostrabili risultati nei ruoli di merketer , oppure di affidare a dei tuttologi esterni all’impresa la condotta del marketing aziendale e la visione che si deve dare al proprio business.

Questo è veramente drammatico e dilettantesco.

Rimane poco saggio cercare le soluzioni adatte ai propri problemi di business su Google alla ricerca di “soluzioni uniche che possono andare bene per tutti”, cosa che non è assolutamente possibile.

Quali sono le risposte che deve dare il marketing?

Google, la televisione, Youtube, i webinar, non danno soluzioni, non possono dare soluzioni, possono al massimo dare degli spunti.

Sono tutte risposte inutili quelle che talvolta stiamo cercando altrove.

Le risposte utili sono quelle adatte al nostro business, e per far questo dobbiamo mettere le mani nella marmellata del marketing.

Secondo me il più grande caos che stiamo vivendo in questo momento è una sorta di marketing di un periodo deterministico e consequenziale. È come se in alcune zone fossimo, parlando di altre discipline, mediamente fermi per quanto riguarda il marketing a più di 130-150 anni fa; siamo vittima di un pensiero precedente al 1900, di un pensiero cosiddetto positivista, di un pensiero che diceva che “se non è misurabile non esiste” . Questo pensiero nasce centinaia di anni fa, al quale poi è derivato “il causa ed effetto”, che è un po’ il modo di condurre il marketing da parte del 99% dei marketers attuali.

Non esiste un singolo fenomeno da poter misurare, al quale si possa in maniera inequivocabile e sicura pensare ad una sua reazione. Siamo tutti all’interno di un unico flusso, di un flusso continuo, di un flusso dove le scelte e le reazioni non sono quasi mai condizionate da un unico input.

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Come scegliere il target giusto per una campagna di marketing?

Non tutte le persone sono uguali, non tutti i target sono uguali.

E non tutti i target rispondono allo stesso problema con la stessa soluzione.

Quindi è un po’ come se si volesse pensare che non esista una sorta di libero arbitrio.

Ci siamo dimenticati quello che per Godel era il Principio di indecidibilità… una parte del marketing attuale soprattutto nei paesi dove il marketing non è mai stato compiuto realmente, ma lo si è confuso per tantissimo tempo con la pubblicità e la comunicazione, Stiamo perdendo questo punto di vista, il punto di vista che molte cose sono relative, sono relative per gli individui e per il target.

Heisenberg con il principio di indeterminazione poneva al centro della propria attenzione la misura imprecisa, cioè che non tutto può essere misurabile e che anche ciò che viene misurato ha una misurazione imprecisa per natura.

In natura vi è un principio di finalità al quale fortunatamente altri aspetti, altre discipline stanno già guardando.

Il principio di finalità sembra addirittura quasi più scontato dalle necessità delle persone nel loro quotidiano, rispetto alle discipline che dovrebbero avere chiara questa esigenza – come il marketing.

Come se il marketing fosse staccato dalla società, dal pensiero collettivo.

Bisogna capire che non siamo neppure una macchina psicologica in cui sia semplice capire una causa o una conseguenza; io mi auguro che il marketing attuale possa in qualche modo aggiornarsi in quei luoghi ed ambienti dove sia rimasti molto indietro.

Questo ovviamente non vale per tutti i marketers e per tutte le aziende, ma sicuramente vale purtroppo ancora per molti di essi.

Il ruolo della personalità nel marketing per lo sviluppo di prodotti innovativi

È importante che mettiamo al centro di tutto il fatto che tutti hanno una personalità, che quello che ci entra nelle orecchie non può contaminare quello che c’è all’interno del cuore, ma al massimo quello che c’è nella pancia.

In qualche modo questi tempi richiedono di disobbedire al proprio Dna.

Le persone stanno palesando il fatto di rispondere in maniera differente alle azioni di manipolazione marketing rispetto a quello che ci si potrebbe immaginare, alcuni elementi che portano a questi differenti risposte sono per esempio il contesto nel quale sono cresciute le persone/target, la loro fisicità, i gusti che hanno eccetera.

Vorrei mettere l’accento anche su un fatto che è legato al progresso.

È come se potessimo dividere il progresso in due tempi, come se vi fosse stato un tempo in cui il progresso era spinto da una finalità più alta, tanto da aver creato un vero e proprio progresso per l’individuo e dove l’innovazione e il progresso più o meno andavano di pari passo.

Adesso invece possiamo parlare di un secondo tempo in cui il progresso, quindi il progredire e l’innovazione, in realtà sono due cose separate… come se l’innovazione che stiamo vedendo attorno a noi nel marketing e nell’innovazione digitale – che sono i campi dei quali mi occupo – non fossero strettamente legati con il progresso dell’individuo o della collettività.

Il nuovo concetto di progresso sembra essere quasi staccato da ciò che è bello, sano e profondo.

Il marketing e il progresso

È un progresso che ha portato avanti un disequilibrio di valori nelle persone, e bisogna fare molta attenzione a questa innovazione staccata dal progresso. Dobbiamo chiederci dove potrà portare.

Dobbiamo capire anche che in molti paesi ci sono stati dei cambiamenti drammatici nella società collettiva, cambiamenti che il più delle volte le persone subiscono senza rendersene conto, pensando che sia una loro libera scelta individuale.

Non esisterà quasi più il caldo nucleo familiare e dobbiamo constatare anche che intorno a noi esistono sempre più spesso nuovi falsi idoli: il falso idolo digitale, il falso idolo dell’influencer ecc… Non è colpa di chi è protagonista del falso idolo, il falso idolo è un’esigenza che riempie i vuoti delle persone.

Dobbiamo riuscire a trovare un giusto equilibrio tra il passato e il presente, senza pensare che il passato possa essere la medicina per un presente ampiamente connesso tramite la tecnologia e sconnesso dalla relazione diretta delle persone.

Dobbiamo smetterla di pensare che sia più facile trovare una soluzione grazie alla logica cinica, dobbiamo uscire da una continua ricerca di soluzioni perfette.

Dobbiamo capire che tutto ciò che ci precede e che ci ha preceduto deve rimanere dentro di noi, fortemente dentro di noi, come un’impalcatura, che è memoria del passato, una memoria che ha già affrontato molte dinamiche e molte problematiche e quindi ha trovato anche molte soluzioni che forse potrebbero non essere le soluzioni attuali, ma un punto dal quale ripartire.

E non, al contrario, un passato da dimenticare per ricominciare tutto da capo.

Noi dovremmo trovare il modo di togliere quelle impalcature, dobbiamo ringraziare questo tipo di impalcature che, nel caso del marketing ci hanno spiegato tante cose, sono necessarie, sono state indispensabili per crescere, per diventare dei professionisti del settore, ma dobbiamo andare avanti ricordandoci che i nostri target sono persone e che le persone valgono quanto il marketer che lavora su di esse e che anche noi valiamo quando siamo dall’altra parte della barricata, cioè quando siamo colpiti dal marketing esercitato da altri.

Questo è interessante perché normalmente i marketers pensano di essere invulnerabili ed esenti da qualunque influenza da parte di altri marketers. Ciò non è assolutamente vero.

L’importanza dello studio dei “maestri” del marketing

Siamo in un’epoca in cui dobbiamo capire che la rinascita del marketing è fondamentale. Non può esserci solo la parte materiale da analizzare, ma ci deve essere molto di più. Una presa di coscienza e una responsabilità più alta.

Per questo mi sono domandato quale ruolo hanno avuto i nostri maestri del marketing; i nostri maestri hanno avuto un ruolo importante del quale dobbiamo ringraziare ed è stato quello di deluderci, oggi.

I nostri maestri, ai quali ci riferiamo, sui quali ci proiettiamo e che consideriamo punti di riferimento per il mestiere che svolgiamo, avevano questo straordinario e fantastico compito, ma noi oggi dobbiamo riuscire, oltre ad avere memoria dei nostri maestri, anche a portare qualcosa non tanto di nuovo, ma qualcosa di importante per tutti.

Nel marketing le soluzioni semplici non esistono

Mi verrebbe quasi da dire che il marketing non lo senti, lo fai, lo vivi.

Per arrivare a delle soluzioni non bisogna chiedere, bisogna riuscire a trovare le proprie strade per raggiungere le proprie finalità e in maniera disinteressata condividere anche quelli che sono stati gli sforzi per trovare queste soluzioni.

Quindi, ecco, posso dire che se siete marketer questo è il momento. Il risveglio aspetta anche voi, aspetta anche me.

Quindi dobbiamo eliminare le abitudini, dobbiamo toglierci di dosso le abitudini che cementano queste sicurezze che non portano da nessuna parte. E dobbiamo metterci nuovi abiti. Dobbiamo accettare il fatto che dobbiamo fare molta ricerca, affrontare molto studio, molto sacrificio, e che non esistono soluzioni.

Dobbiamo tenere lontani da noi i tuttologi, i ciarlatani, i presuntuosi, e dobbiamo avere la pazienza di supportarli per portarli sulla strada giusta.

Perché innovare il proprio marketing?

Il risveglio del marketing sta aspettando anche voi.

L’importante è fare il primo passo perché abbiamo capito che il passato non ci basta, abbiamo capito che l’impalcatura da dove arriviamo non ci basta, abbiamo capito che è un momento difficile nel quale dobbiamo approfondire molte tematiche in piena autonomia e in piena indipendenza intellettuale.

Dobbiamo lasciare le nostre origini di marketer, senza staccarci totalmente dal passato, ma trovando le giuste distanze.

Penso anche ad una cosa. Che nel futuro degli uomini di marketing, nel futuro di coloro che raccoglieranno questa sfida, la letteratura, la psicologia, la letteratura marketing certamente serviranno per dare delle risposte per tenere in piedi una strategia, ma penso che vi sia molto di più.

Credo che vi sia un futuro dove alcune cose dovranno essere fatte, al di là della misurazione o della prevedibilità, perché è giusto farle.

Quindi diamo la possibilità, dai tu lettore la possibilità a questa nuova era, a questo nuovo risveglio, di entrare, chiediglielo; inoltre dimentichiamoci totalmente gli idoli e ricordiamo sempre che non tutto è giusto e razionale… abbiamo tanti esempi come l’arte, l’artista.

All’inizio di un’opera sembra quasi che l’artista faccia cose prive di senso e soltanto alla fine della sua ultima pennellata, alla fine del suo ultimo tocco d’artista, capiamo e iniziamo a capire. Capisci che c’è qualcosa che ti entra nel profondo, che c’è una sorta di verità che ti incuriosisce. E poi inizi a capire. E tante volte comprendi l’opera anche a distanza di anni dopo averla vista.

Nel marketing innovativo occorre analizzare le ragioni dietro ai dati

A volte vi è solo una comunicabilità, vi è solo una contemplazione che non si può analizzare con la ragione dei dati ed è a questo che viene chiamato il nuovo marketer del futuro. A far sì anche che non gli possano dire di essere una macchina, un automa, di poter essere rapidamente sostituito da un robot o da una macchina del domani.

I nuovi marketer saranno degli artisti dall’efficacia straordinaria, ma anche dalla consapevolezza di quello che sono e del loro potenziale.

A volte queste cose si capiscono non attraverso eventi straordinari che richiamano l’attenzione in massa delle persone, a volte bastano piccole scintille, che piano piano si accendono, si sviluppano e diventano dei falò.

A volte capisci che questo momento arriva da una leggera brezza e non da un tuono che riecheggia contemporaneamente su tutti i cieli del creato.

Vorrei anche dire a tutti i marketer che si stanno affannando a risolvere quesiti irrisolvibili, che questo non è compito del marketer. Ad esempio cercare di misurare qualunque cosa costantemente. Perché è un po’ come cercare di tappare solo alcuni buchi di un setaccio sperando che non perda, è come cercare di ricucire un vestito che continua a strapparsi. Alla fine ci si accorge che dopo averlo cucito e ricucito si ha un vestito pieno di toppe, tutto rattoppato ed è un vestito che a malapena ci può stare addosso.

Quindi quando vi trovate di fronte a qualcosa di completamente irrisolvibile e inutile non dovete cercare necessariamente una soluzione, ma dedicatevi piuttosto agli obiettivi e al dovere di un marketer moderno.

Anche perché altrimenti si rischia di finire nel circolo dell’abitudine. Ci si abitua a ripetere le stesse cose nella gabbia della nostra mente, nelle routine, nei nostri recinti mentali. Una volta che abbiamo creato un recinto non pensiamo di poter uscire da questo recinto anche laddove vi sarà la possibilità di uscire da questi limiti, le nostre abitudini mentali ce lo impediranno e ci costringeranno a rimanere all’interno.

Conclusioni

Marketer del futuro, occupatevi, impegnatevi, mettete tutto il vostro focus in quelle attività che sono in linea con ciò che genera benessere collettivo ed efficacia per l’impresa e non a quello che serve per ricucire tutti quei buchi inutili.

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